Guida
Come riconoscere un buon olio extravergine di oliva
Cosa rende un olio davvero extravergine: i limiti di legge, i pregi (fruttato, amaro, piccante), i difetti da riconoscere, cosa leggere in etichetta e come assaggiarlo a casa.
“Extravergine” non è un aggettivo di marketing: è una categoria definita dalla legge europea. Ecco cosa significa, come leggere l’etichetta e come capire con il naso e con la bocca se un olio è buono.
Cosa dice la legge
Le regole sono nel Regolamento (UE) 2022/2104. Per essere extravergine un olio deve rispettare limiti chimici precisi, tra cui un’acidità non oltre lo 0,8% e un numero di perossidi non oltre 20. Ma non basta: deve superare anche l’esame di un panel di assaggiatori, che non deve trovare alcun difetto e deve sentire il fruttato.
Un extravergine quindi è anche una questione di gusto: un olio con valori chimici perfetti ma con un difetto all’assaggio non può chiamarsi extravergine.
I tre pregi: fruttato, amaro, piccante
- Fruttato: il profumo di olive sane e fresche, che ricorda erba, foglia di pomodoro, carciofo, mandorla.
- Amaro: tipico degli oli ottenuti da olive verdi o appena invaiate.
- Piccante: il pizzicore in gola, più forte negli oli di inizio stagione ottenuti da olive ancora acerbe.
Amaro e piccante non sono difetti: sono il segno di un olio fresco. Col passare dei mesi si attenuano. Ne parliamo nella guida sull’olio nuovo.
I difetti da riconoscere
Gli assaggiatori usano parole precise: rancido (odore di frutta secca vecchia o di vernice), muffa, avvinato (odore di vino o di aceto), riscaldo (olive rimaste troppo tempo ammucchiate prima della frangitura). Se un olio sa di chiuso o non profuma di niente, non è un buon segno.
Cosa leggere in etichetta
- L’annata si può indicare solo se il 100% dell’olio viene da quella raccolta.
- Parole come intenso, medio o leggero si possono usare solo se l’olio è stato valutato da un panel.
- L’acidità si può scrivere solo insieme ad altri valori (perossidi, cere, assorbimento UV).
- L’etichetta deve indicare come conservarlo: al riparo dalla luce e dal calore.
Come assaggiarlo a casa
Versa un cucchiaio di olio in un bicchierino, coprilo con la mano e scaldalo qualche secondo nel palmo. Annusa: cerca l’erba, il pomodoro, la mela verde. Poi assaggia un sorso piccolo, aspira un po’ d’aria tra i denti e aspetta: prima arriva il fruttato, poi l’amaro sulla lingua e infine il piccante in gola.
L’olio di Orto Noto
Tonda Iblea, Nocellara del Belice, Biancolilla, Nocellara Etnea e Coratina, raccolte a mano a Noto e spremute a freddo il giorno stesso. Ordina sul sito o su WhatsApp.
Tutti i formati →Fonti
Altre guide


