Varietà

Tonda Iblea: la varietà dei Monti Iblei

Cos’è la Tonda Iblea, la varietà di olivo dei Monti Iblei tra Siracusa e Ragusa: com’è l’oliva, che sapore ha l’olio, la DOP Monti Iblei e come usarlo in cucina.

Raccolta a mano delle olive a Orto Noto, Val di Noto

La Tonda Iblea è la varietà di olivo più importante dei Monti Iblei, l’altopiano calcareo della Sicilia sud-orientale. È una delle cinque cultivar con cui nasce il nostro olio a Orto Noto, insieme alla Nocellara del Belice, alla Biancolilla, alla Nocellara Etnea e alla Coratina.

Dove nasce

Si coltiva soprattutto nelle province di Siracusa e Ragusa, sui terreni calcarei dell’altopiano ibleo. Nei documenti ufficiali compare anche con i nomi locali di Cetrala, Prunara, Abbunata o Tunna: segno di quanto sia radicata nei paesi della zona.

Un’oliva da olio e da tavola

È una varietà a doppio uso: dà un olio molto profumato ed è ottima anche come oliva da tavola, preparata sia verde sia nera. Il frutto è grande e tondeggiante, pesa in media tra 5,5 e 7 grammi e matura tardi rispetto ad altre varietà siciliane.

Che sapore ha l’olio di Tonda Iblea

Le schede del CREA la descrivono con un fruttato di oliva verde da medio a intenso, con sentori di foglia di pomodoro, erbe aromatiche, carciofo e mandorla. Amaro e piccante sono presenti e persistenti. La nota di pomodoro verde è la più riconoscibile: il disciplinare della DOP Monti Iblei la associa proprio a questa varietà.

Nel nostro olio si sentono l’oliva appena franta, l’erba tagliata e la foglia di pomodoro, con un finale piccante che resta in gola. Ogni annata però è un po’ diversa: il gusto dipende da quanto sono mature le olive al momento della raccolta.

La DOP Monti Iblei

La Tonda Iblea è la varietà di riferimento della DOP Monti Iblei, che comprende territori delle province di Siracusa, Ragusa e Catania ed è divisa in sottozone come Val d’Anapo, Val Tellaro, Gulfi e Frigintini. Il territorio di Noto rientra nelle sottozone Val d’Anapo e Val Tellaro.

Una DOP si può scrivere in etichetta solo se l’olio è prodotto e certificato secondo il suo disciplinare, che fissa varietà, zona e limiti di qualità: ad esempio un’acidità non oltre lo 0,5%, più severa del limite dello 0,8% previsto per ogni extravergine.

Come usarlo in cucina

Il suo profilo erbaceo dà il meglio a crudo: su una bruschetta appena tostata, sui pomodori, sulle verdure grigliate, sui legumi e sul pesce alla griglia. Un filo alla fine, a fuoco spento, basta per sentirne i profumi.

L’olio di Orto Noto

Tonda Iblea, Nocellara del Belice, Biancolilla, Nocellara Etnea e Coratina, raccolte a mano a Noto e spremute a freddo il giorno stesso. Ordina sul sito o su WhatsApp.

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Fonti

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